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		<title>visite_e_diagnostica</title>
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			<title>Test di Soglia Anaerobica VO2 Max</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Test di Soglia Anaerobica VO2 Max</strong><br />
 
 
 
 
 
 
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			<title>Performance, Training, Nutrizione e Riabilitazione motoria</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Performance, Training, Nutrizione e Riabilitazione motoria</strong><br />
 
 
 
 
 
 
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			<title>Visita Cardiologica</title>
			<link>http://www.cardiologiaterlizzi.it/1/visita_cardiologica_3756865.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Visita Cardiologica</strong><br />











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			<title>Elettrocardiogramma</title>
			<link>http://www.cardiologiaterlizzi.it/1/elettrocardiogramma_3756867.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Elettrocardiogramma</strong><br />L’elettrocardiogramma, spesso abbreviato con la sigla ECG, è un esame strumentale che registra l’attività elettrica del cuore. 

Per eseguirlo, il medico pone alcuni elettrodi in punti ben precisi del corpo e attraverso di essi registra gli impulsi elettrici prodotti dal muscolo cardiaco. Questi impulsi sono necessari per permettere al cuore di contrarsi ritmicamente e svolgere la sua funzione di pompa “idraulica” per il sangue che dal cuore viene per l’appunto spinto in tutto l’organismo.



L’impulso elettrico ha inizio dalla parte superiore destra del cuore (atrio destro) e da qui si propaga causando la contrazione di questo muscolo e con essa la spinta che permette al sangue di circolare. L’ECG è in grado di misurare la velocità e il ritmo (regolare o irregolare) del battito cardiaco, nonché la “forza” e la frequenza degli impulsi elettrici. Attraverso queste misurazioni l’ECG può evidenziare un infarto in corso (o accaduto precedentemente), irregolarità del battito cardiaco (troppo lento o troppo veloce), una carenza di forza del battito (il muscolo-cuore non pompa con forza sufficiente), una carenza di flusso sanguigno attraverso il cuore, alcuni tipi di difetti congeniti (presenti cioè sin dalla nascita) o alcuni difetti valvolari (cioè a carico delle valvole che separano le quattro camere che compongono il cuore e che dirigono il flusso sanguigno evitando che esso cambi direzione).





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		<item>
			<title>Ecocardiogramma-Color-Doppler</title>
			<link>http://www.cardiologiaterlizzi.it/1/ecocardiogramma_color_doppler_3756869.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Ecocardiogramma-Color-Doppler</strong><br />
 


















COS&#039;È

L&#039;ecocardiografia (comunemente detta anche ecocardiogramma) è una metodica diagnostica non invasiva che utilizza gli ultrasuoni per esplorare l&#039;anatomia e la funzione del cuore. Rispetto ad altre metodiche diagnostiche essa ha il grande vantaggio di essere eseguibile anche al letto del paziente e di non produrre alcun disturbo o danno al paziente stesso. Inoltre permette di ottenere informazioni “in diretta” durante l&#039;esame. 



Il principio sul quale si basa questa metodica è la riflessione degli ultrasuoni da parte delle singole strutture del cuore. Gli ultrasuoni vengono emessi da un trasduttore, detto anche sonda, che viene applicato dal medico sul torace del paziente, e vengono riflessi man mano che incontrano le vari strutture nel torace. Essi ritornano così allo strumento, che li rileva e che ricostruisce l&#039;immagine. L&#039;ecocardiogramma si compone di più fasi (l&#039;analisi monodimensionale, quella bidimensionale e quella Doppler) che insieme forniscono la completezza dell&#039;esame e permettono di eseguire misurazioni e analisi dettagliate delle strutture cardiache. Con il perfezionamento della tecnica, l&#039;ecocardiogramma ha sostituito progressivamente nella diagnostica cardiologia altri esami più invasivi. 




 

A COSA SERVE

Con l&#039;ecocardiogramma si possono visualizzare tutte le strutture cardiache. Questo esame ha un ruolo fondamentale nella valutazione delle dimensioni e della funzione della camere cardiache e di quella delle valvole cardiache. Nei pazienti che hanno subito un infarto miocardico permette di valutare la porzione del muscolo cardiaco danneggiata, ma al contrario di quanto spesso comunemente supposto, non essendo in grado di valutare i vasi del cuore (coronarie), non è in grado di prevedere un infarto futuro. 






COME VIENE ESEGUITO

A torso nudo il paziente si sdraia su uno speciale lettino leggermente inclinato, disponendosi sul fianco sinistro o sul dorso. Durante l&#039;esecuzione di un ecocardiogramma il paziente collabora assumendo posizioni che favoriscono la visualizzazione delle varie strutture cardiache e talora trattenendo il fiato, in modo da minimizzare il mascheramento delle strutture cardiache da parte dell&#039;aria contenuta nei polmoni. Attualmente in Italia l&#039;esame viene eseguito da medici specialisti cardiologi, mentre in altri stati ci sono tecnici specializzati non medici che eseguono l&#039;esame. La competenza di chi esegue l&#039;esame è molto importante. 






QUANTO DURA

L&#039;esame dura generalmente una ventina di minuti, anche se in alcuni soggetti o in alcune condizioni particolari esso può durare anche più a lungo.




 

A CHI SI RIVOLGE

L&#039;ecocardiografia si rivolge a soggetti che hanno avuto infarti miocardici, che soffrono di scompenso cardiaco, di problemi alle valvole cardiache o che fanno fatica a respirare. É utile nei controlli di pazienti sottoposti in precedenza a impianto di valvola cardiaca artificiale o a trapianto cardiaco. Risulta importantissima per la conferma o l&#039;esclusione di patologie cardiache, sospettate in seguito al riscontro di un “soffio cardiaco” durante la visita cardiologica. Nei pazienti con ipertensione arteriosa serve per valutare le conseguenze causate da questa condizione sulle strutture cardiache. 



Al giorno d&#039;oggi anche la diagnosi delle cardiopatie congenite e il loro controllo nel tempo viene eseguita quasi esclusivamente con questa metodica. Le condizioni che richiedono un ecocardiogramma urgente sono invece le complicanze di un infarto miocardio, che portano a un improvviso peggioramento clinico, le malattie dell&#039;aorta che pongono a rischio di vita il paziente (aneurisma o dissecazione aortica) o gli accumuli di liquido intorno al cuore (tamponamento cardiaco). 






LIMITI DELLA METODICA

In alcuni pazienti con problemi polmonari, come l&#039;enfisema o la bronchite cronica, o in pazienti obesi o con una particolare conformazione toracica, la qualità dell&#039;esame può risultare assai scarsa, per l&#039;impossibilità degli ultrasuoni di penetrare adeguatamente all&#039;interno del torace.



                                                           Dal sito web: www.anmco.it



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		<item>
			<title>Elettrocardiogramma da Sforzo</title>
			<link>http://www.cardiologiaterlizzi.it/1/elettrocardiogramma_da_sforzo_3756871.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Elettrocardiogramma da Sforzo</strong><br />





















COS&#039;E&#039;

L&#039;elettrocardiogramma da sforzo (o test ergometrico) è un esame strumentale che consiste nella registrazione dell&#039;elettrocardiogramma durante l&#039;esecuzione di uno sforzo fisico (a differenza dell&#039;ECG basale che viene registrato in condizioni di riposo).



In questo modo è possibile esaminare la risposta dell&#039;apparato cardiocircolatorio all&#039;esercizio fisico, in particolare per quanto riguarda frequenza cardiaca, risposta pressoria ed eventuali alterazioni ECG. Durante sforzo fisico infatti, si realizzano condizioni che comportano un incremento delle richieste di lavoro al cuore che potrebbero mettere in evidenza eventuali alterazioni non riscontrabili a riposo. Può essere considerato l&#039;esame strumentale di prima scelta per la diagnosi di cardiopatia ischemica.





COME SI FA UN ECG DA SFORZO?

Al paziente vengono applicati gli elettrodi (si utilizzano elettrodi adesivi) sul torace e sul dorso. Viene quindi registrato un elettrocardiogramma basale. Il paziente inizia poi lo sforzo fisico, solitamente pedalando su una cyclette. Lo sforzo è progressivo e viene incrementato mediante aumento costante della resistenza opposta dai pedali del cicloergometro o della velocità del tappeto rotante. Si inizia da un basso carico di lavoro che viene progressivamente aumentato fino al raggiungimento di un determinato valore di frequenza cardiaca, calcolato dal medico in base al sesso e all&#039;età del paziente. La scelta della entità e della velocità di incremento dello sforzo vengono scelte dal medico nell&#039;ambito di protocolli standardizzati, sulla base delle caratteristiche cliniche del paziente. 



Durante l&#039;esame l&#039;attività cardiaca viene tenuta costantemente sotto controllo, dal medico attraverso il monitoraggio elettrocardiografico e la rilevazione ad intervalli regolari della pressione arteriosa, mediante sfigmomanometro a bracciale. Durante l&#039;esecuzione dell&#039;esame, molta attenzione viene rivolta ai sintomi che il paziente può avvertire (dolore toracico, capogiri, mancanza di fiato, debolezza eccessiva) e al loro rapporto con le eventuali variazioni dell&#039;elettrocardiogramma e della pressione arteriosa. 



La prova ha una durata complessiva di circa 20 minuti e viene effettuata in ambienti attrezzati a fronteggiare anche eventuali complicanze. Può essere interrotta dal medico in qualsiasi momento fosse necessario (esistono criteri clinici e strumentali di arresto standardizzati), ma anche su richiesta del paziente. 



Prima dell&#039;esame viene solitamente richiesta al paziente la firma del cosiddetto “consenso informato”, un documento che elenca indicazioni, modalità di esecuzione e possibili complicanze della prova da sforzo.





PERCHÉ SI FA UN ECG DA SFORZO?

Rispetto all&#039;ECG basale, l&#039;ECG da sforzo offre maggiori informazioni sullo stato di salute del cuore perché ne aumenta il lavoro, evidenziando eventuali patologie non riscontrabili a riposo. L&#039;elettrocardiogramma da sforzo costituisce l&#039;indagine strumentale di base nella diagnostica della cardiopatia ischemica, ed è 



 
- diagnosi di cardiopatia ischemica nel paziente con episodi di dolore toracico sospetti per angina pectoris; 

    - valutazione funzionale dei pazienti con cardiopatia ischemica nota (angina stabile, pregresso infarto del miocardio); 

    - valutazione dell&#039;efficacia della terapia anti-ischemica; 

    - valutazione dopo rivascolarizzazione coronarica (angioplastica, intervento di bypass aortocoronarico); 

    - valutazione delle aritmie, in alcuni casi particolari. 
    

    L&#039;ECG da sforzo si dice positivo (cioè, patologico) se mette in evidenza segni elettrocardiografici di ischemia (che si manifestano principalmente con un sottoslivellamento del tratto ST). Se durante lo sforzo il paziente accusa dei disturbi (dolore toracico, mancanza di respiro) in assenza alterazioni ECG, il test ergometrico viene considerato &quot;non diagnostico&quot; e può essere indicato un approfondimento diagnostico con altri test (es. scintigrafia miocardia).

    

    Se il test da sforzo è sicuramente positivo, può essere indicato iniziare un trattamento farmacologico antiischemico la cui efficacia, oltre che sui sintomi, va valutata con la ripetizione dell&#039;esame a distanza di tempo; se i segni di ischemia sono più gravi, al paziente viene in genere consigliato un esame coronarografico.

    

    Tuttavia, queste indicazioni sono valide solo in linea di massima e l&#039;interpretazione del risultato di un ECG da sforzo deve essere integrata in una valutazione cardiologica e clinica globale del paziente.
    
    

    

    
    QUALI SONO I LIMITI? 

    Alcune particolari condizioni e anche l&#039;assunzione di alcuni farmaci possono interferire con la valutazione di un ECG da sforzo. Per esempio, l&#039;incapacità del paziente (per problemi ortopedici, neurologici o psichici) ad eseguire uno sforzo fisico rappresenta una controindicazione al test ergometrico.

    

    Alcune caratteristiche dell&#039;ECG basale, tra cui il blocco di branca sinistra, rendono non attendibile l&#039;interpretazione delle alterazioni elettrocardiografiche durante sforzo. 

    Inoltre, l&#039;assunzione di alcuni farmaci, quali la digitale, i farmaci anti-anginosi, i farmaci betabloccanti, alcuni antidepressivi possono variamente interferire con l&#039;interpretazione e con il risultato del test da sforzo; pertanto, in questi casi dovrà essere valutata con il medico la possibilità di una loro eventuale sospensione prima dell&#039;esecuzione dell&#039;esame. Infine, vi sono alcune condizioni che controindicano l&#039;esecuzione di una prova da sforzo:
    

    - infarto miocardico da meno di 48 ore; 

        - angina instabile; 

        - alcune situazioni di irregolarità  del battito cardico (aritmie);  

        - malattie della valvola aortica (stenosi aortica grave);  

        - scompenso cardiaco in fase di instabilità  clinica; 

        - embolia o infarto polmonare recenti; 

        - miocardite o pericardite in fase acuta; 

        - aneurisma dell&#039;aorta. 

    
                                                                                                

                                                            Dal sito web: www.anmco.it

    

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			<title>Holter ECG</title>
			<link>http://www.cardiologiaterlizzi.it/1/holter_ecg_3756873.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Holter ECG</strong><br />INTRODUZIONE

Meglio definito con i termini &quot;ECG dinamico secondo Holter&quot;, questo esame prende il nome dal ricercatore che lo inventò.





COS&#039;È?

Si tratta di un elettrocardiogramma (ECG) che dura un lungo periodo, in genere compreso tra 24 e 48 ore allo scopo di registrare l&#039;attività del cuore in un ampio arco temporale. L&#039;esame ha il pregio di consentire il controllo dell&#039;ECG del paziente mentre questi svolge le sue abituali occupazioni o meglio ancora, quelle occupazioni che si associano alla sintomatologia oggetto dell&#039;indagine.





COME SI ESEGUE

Nell&#039;ambulatorio del medico viene applicato lo strumento che consiste in un semplice registratore portatile delle dimensioni circa di 10 cm per 5 cm per 3 cm. L&#039;apparecchio, legato in vita da una cintura è collegato alla pelle del paziente attraverso dei sottili cavi connessi ad elettrodi adesivi. Subito dopo l&#039;applicazione, lo strumento inizia la registrazione che avviene su una memoria elettronica all&#039;interno dell&#039;apparecchio. Il paziente può tornare alle proprie occupazioni portando con se l&#039;apparecchiatura e può così svolgere le sue abituali attività. Naturalmente non può fare il bagno o la doccia per ovvi motivi mentre può regolarmene muoversi, camminare o addirittura fare sport. La registrazione avviene ininterrottamente durante tutto il giorno e tutta la notte fino al quando, ritornando nell&#039;ambulatorio lo strumento viene rimosso. In genere al paziente viene fornito un diario su cui annotare l&#039;orario delle principali attività svolte o degli eventuali sintomi. In questo modo sarà possibile al medico che valuta l&#039;esame verificare l&#039;aspetto dell&#039;elettrocardiogramma durante i sintomi e correlare eventuali alterazioni elettrocardiografiche con i sintomi stessi o con quello che il paziente stava facendo.





A COSA SERVE

Essendo un elettrocardiogramma che dura un lungo periodo di tempo sostanzialmente serve a documentare alterazioni elettrocardiografiche che non possono essere provocate in ambulatorio o in ospedale. Le principali motivazioni che spingono il cardiologo a richiedere l&#039;ecg dinamico secondo Holter sono:


 - ricerca di aritmie, cioè alterazioni della velocità con cui il cuore batte, sia nel senso di eccessiva velocità (aritmie ipercinetiche), sia nel senso di una insufficiente frequenza di contrazione (aritmie ipocinetiche); 

    -  valutazione di episodi inspiegati di perdita di coscienza se il cardiologo ha il sospetto che possa essere presente una anomalia di cui al punto precedente; 

    -  valutazione di dolori toracici che si manifestano solo in determinate condizioni della vita quotidiana (dopo pranzo, durante attività sessuale, durante il sonno etc.). 
    
    

    

    DOPO QUANTO TEMPO SI OTTIENE LA RISPOSTA

    Dopo che il paziente ha riconsegnato il registratore occorre valutare battito per battito se ci sono state alterazioni. L&#039;apparecchio viene collegato ad un computer, i dati sono trasferiti su di esso e successivamente vengono analizzati dal medico. Fisicamente la lettura richiede da una a 2 ore a seconda della complessità e della qualità della registrazione. Per la consegna della risposta, generalmente, occorre qualche giorno.
      

                                                           Dal sito web: www.anmco.it

    

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			<guid isPermaLink="false">http://www.cardiologiaterlizzi.it/1/holter_ecg_3756873.html</guid>		</item>
		<item>
			<title>Monitoraggio Pressorio delle 24 ore</title>
			<link>http://www.cardiologiaterlizzi.it/1/monitoraggio_pressorio_delle_24_ore_3756875.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Monitoraggio Pressorio delle 24 ore</strong><br />













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			<guid isPermaLink="false">http://www.cardiologiaterlizzi.it/1/monitoraggio_pressorio_delle_24_ore_3756875.html</guid>		</item>
		<item>
			<title>Eco-Color-Doppler Vasi del Collo</title>
			<link>http://www.cardiologiaterlizzi.it/1/eco_color_doppler_vasi_del_collo_3756899.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Eco-Color-Doppler Vasi del Collo</strong><br />



















CHE COSA È

L&#039;Eco-Doppler dei vasi è una metodica diagnostica non invasiva, che viene utilizzata per analizzare arterie e vene. Essa si basa sugli stessi principi dell&#039;ecocardiogramma (vedi scheda).






A COSA SERVE

L&#039;Eco-Doppler dei vasi del collo serve a valutare la morfologia dei vasi sanguigni, la loro pervietà, la presenza di malformazioni, restringimenti (stenosi) o occlusioni.

Può essere utilizzato per esplorare sia le arterie che le vene.

Inoltre, in presenza di problemi a carico dei vasi, l&#039;Eco-Doppler permette generalmente anche di definirne la gravità e di porre le indicazioni alla terapia, che può essere medica o chirurgica a seconda dei casi.






COME VIENE ESEGUITO

L&#039;esame viene condotto generalmente con il paziente sdraiato su un lettino. 

La parte del corpo da sottoporre all&#039;analisi deve essere scoperta, facendo attenzione a rimuovere soprattutto gli indumenti che stringono. Sulla superficie del corpo del paziente, in corrispondenza del vaso da analizzare, il medico muove una particolare sonda in grado di emettere ultrasuoni. Gli ultrasuoni vengono riflessi dalle varie strutture del corpo e, ritornando alla sonda, creano sul monitor l&#039;immagine del vaso. Generalmente si utilizza un particolare gel che, spalmato sulla superficie cutanea del paziente, facilita il passaggio degli ultrasuoni tra la sonda e la pelle.






QUANTO DURA

L&#039;esame ha una durata variabile da soggetto a soggetto, che dipende dalle caratteristiche fisiche del paziente (durata maggiore nei pazienti sovrappeso o obesi) e dalla difficoltà del quesito clinico. Mediamente un esame dura 15-20 minuti circa.






A CHI SI RIVOLGE

L&#039; Eco-Doppler dei vasi del collo: è molto utile e molto usato per diagnosticare problemi a livello dell&#039;arteria carotide o vertebrale, soprattutto nei soggetti che accusano sintomi di tipo neurologico quali vertigini, ictus o TIA. In questi pazienti infatti ci si può trovare di fronte a restringimenti (stenosi) o occlusioni dei vasi del collo, che richiedono di essere trattati (chirurgicamente o per via percutanea) per prevenire ulteriori aggravamenti della patologia. L&#039;esame Doppler è inoltre importantissimo per seguire la progressione della malattia in pazienti già noti e nel follow-up dei pazienti operati. 



 






VANTAGGI

Rispetto ad altre metodiche l&#039;Eco-Doppler dei vasi è relativamente semplice, assolutamente non invasivo, di rapida esecuzione e poco costoso.

E&#039; indolore e quindi ben tollerato da chiunque e i risultati sono immediatamente interpretabili. Inoltre è completamente privo di rischi e complicanze e può quindi essere ripetuto frequentemente, risultando utilissimo per valutare l&#039;evoluzione di una particolare patologia o per i controlli seriati dopo interventi chirurgici o percutanei sui vasi.






EFFETTI COLLATERALI E RISCHI

Sono praticamente inesistenti.

                                                    Dal sito web: www.anmco.it





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		<item>
			<title>Eco-Color-Doppler Arti Inferiori</title>
			<link>http://www.cardiologiaterlizzi.it/1/eco_color_doppler_arti_inferiori_3756901.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Eco-Color-Doppler Arti Inferiori</strong><br />

















CHE COS&#039;E&#039;

Vedi scheda Eco-Color-Doppler Vasi del Collo





A CHI SI RIVOLGE

Nei pazienti che lamentano dolore alle gambe a riposo o camminando, è indispensabile escludere la presenza di una stenosi dei vasi arteriosi degli arti inferiori. Infatti, in presenza di un restringimento di questi vasi, la quantità di sangue che arriva ai muscoli delle gambe si riduce. In condizioni di riposo la richiesta di sangue da parte dei muscoli è bassa e quindi il flusso sanguigno attraverso i vasi ristretti (stenotici) può essere sufficiente e il paziente asintomatico. Sotto sforzo però, le richieste di ossigeno a livello muscolare aumentano e il flusso sanguigno si rivela così inadeguato. Ecco quindi che il muscolo inizia a soffrire e il paziente accusa forti dolori, che lo costringono a interrompere lo sforzo. Per migliorare la situazione, nei casi più gravi bisogna eseguire un intervento chirurgico (bypass) o un&#039;angioplastica del vaso interessato. In ogni caso per la diagnosi si ricorre all&#039;Eco-Doppler, che è in grado di definire l&#039;entità del restringimento, la sua progressione, la necessità dell&#039;intervento e di monitorare il decorso dopo l&#039;intervento. 





PROBLEMI DEI VASI VENOSI

Per quanto riguarda i problemi delle vene, l&#039;utilizzo dell&#039;Eco-Doppler trova spazio nella diagnositica dell&#039;insufficienza venosa, che è una delle principali cause delle varici (dilatazioni) degli arti inferiori e delle flebiti (infiammazioni delle vene), e nella diagnosi delle trombosi venose (occlusioni delle vene) e delle tromboflebiti (occlusioni delle vene associate a infiammazione).

Le patologie venose causano disturbi locali, in quanto si può sviluppare dolore, associato a gonfiore, calore, arrossamenti o ulcere dell&#039;arto interessato, ma più temibili sono le complicanze. In presenza di trombosi venose infatti, il materiale trombotico (coagulo di sangue che si forma all&#039;interno della vena) può improvvisamente staccarsi dalla sede dove si è formato ed essere trasportato nel sangue fino ai polmoni, dando così origine all&#039;embolia polmonare, che può anche risultare letale. 



Ecco quindi che appare importantissimo eseguire la diagnosi precoce e iniziare quanto prima l&#039;opportuna terapia, che può essere medica (terapia anticoagulante, compressione con calze elastiche) o, nei casi più complessi e rischiosi, chirurgica. Al giorno d&#039;oggi quasi tutta la diagnostica delle patologie venose avviene mediante l&#039;Eco-Doppler.



                                                     Dal sito web: www.anmco.it



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